Diario Di Bordo

22 settembre 2008: il primo giorno

03.00: ritrovo in piazza della Repubblica; ci siamo tutti, tranne il nostro accompagnatore. Solo dopo 20 minuti siamo riusciti a partire.
Dopo un’ora e mezza arriviamo in aeroporto e lì subito ci mettiamo in fila al primo check-in che incontriamo. Solo dopo 10 min capiamo che quello è il check-in per Bucarest. Fatto il check-in, stavolta per la giusta meta, ci imbarchiamo alla ricerca dei posti migliori.
06.25: decollo dell’aereo: direzione Siviglia dove arriviamo dopo 2h e mezza di volo, dopo aver attraversato numerose perturbazioni.
09.00: Una volta recuperate tutte le valigie, ci dirigiamo all’uscita dell’aeroporto dove troviamo ad aspettarci il nostro console, Josè Carlos Sigurtà, che ci rappresenta qui a Siviglia. Dopo aver visto le nostre facce assonnate e affamate, ci porta nel consolato italiano dove ha preparato una bella colazione
10.30: partiamo a piedi per raggiungere piazza di Spagna, con il console che ci fa da Cicerone. Dopo un’ora riprendiamo il pullman, questa volta verso la meta definitiva: Cadice.
13.30: arriviamo a Cadice e ci dirigiamo subito verso il nostro hotel, dove abbiamo solo il tempo di mettere i bagagli in camera. Ripartiamo subito, stavolta direzione mensa universitaria.
18.00: dopo aver mangiato e riposato un pochino, andiamo nel centro di Cadice, dove incontriamo i nostri compagni spagnoli nella casa della gioventù. Ci presentiamo tutti e decidiamo il programma da fare nei prossimi giorni.
23.30: arrivo in hotel dopo aver mangiato in un ristorante nel centro della città e dopo aver bevuto una birra tutti assieme brindando alla nuova esperienza appena iniziata.

23 settembre 2008: secondo giorno

09.00: ritrovo nella hall dell’hotel, ancora molto assonnati, per iniziare una nuova giornata in giro per Cadice. Raggiungiamo in centro i nostri compagni spagnoli e assieme vediamo i video che abbiamo preparato su Valeggio e Cadice. Dopo una piccola presentazione dei nostri paesi, vediamo un altro video: la giornata tipo. E qui si accende la discussione, per capire le somiglianze e le differenze su come viviamo noi giovani.
12.00: ci dirigiamo verso il municipio della città, dove incontriamo il sindaco di Cadiz, assieme al nostro assessore, che ci saluta e ci da il benvenuto.
Dopo una piccola sosta al teatro romano, andiamo in mensa a mangiare.
17.30: ritrovo nella hall dell’hotel dopo aver passato il pomeriggio in spiaggia. I più temerari hanno fatto il bagno, gli altri, sulla spiaggia, preparavano scherzi da fare a chi tornava dal mare.
L’incontro della serata consiste nella divisione in cinque gruppi composti sia da spagnoli sia da italiani. Ci vengono consegnati giornali in spagnolo, italiano e inglese. Dobbiamo cercare notizie che riguardano il mondo giovanile. Dopo un’oretta i capogruppi espongono quello che per il gruppo era la notizia importante. I temi che sono usciti e che poi abbiamo esaminato erano droga, alcool, università, politica.
Verso le 21 siamo andati a mangiare il pesce fritto, piatto tipico di Cadice, in un locale al centro di Cadiz. Poi ci siamo diretti verso un locale dove facevano musica e il nostro Pierpaolo si è impossessato della consolle e ci ha fatto ballare fino alle 1.30, facendoci così perdere l’ultimo pullman.
Ritornati in albergo, chi a piedi chi in taxi, siamo andati a letto, stanchi della lunga giornata.

24 settembre 2008: terzo giorno

09.20: ritrovo nella hall dell’hotel. Dalle faccie che abbiamo e dai 20 minuti che il nostro organizzatore ci ha concesso si capisce che la ripresa oggi sarà particolarmente dura. Quasi trascinando i piedi ci dirigiamo verso la fermata del pullman, diretti alla casa della gioventù.
L’incontro della mattinata consiste nell’intervista doppia: vengono presi 2 ragazzi italiani (Pietro e Miriam la prima volta, Cinzia e Giacomo la seconda) e vengono messi di fianco a 2 ragazzi spagnoli. Vengono scelti 2 lettori (uno in italiano e uno in spagnolo) che leggono le domande preparate da Francesco. I ragazzi hanno 30 secondi a testa per rispondere alle domande, che toccano diversi temi: politica, proposte del comune per la gioventù, sport e un giudizio sul nostro viaggio. Dopo una piccola pausa ci riuniamo per parlare delle risposte che sono state date e delle differenze che esistono tra la nostra e la loro società.
13.30: ci dirigiamo verso la mensa per mangiare; dopo mezzoretta andiamo in hotel per la siesta.
17.30:Con il viso ancora addormentato, ci dirigiamo verso il centro di Cadiz. Ci aspetta la visita della città con una guida italiana (finalmente).
19.30: davanti a una gelateria in piazza San Francesco, mentre ci gustiamo un gelato dai gusti e dai colori molto strani, ci mettiamo d’accordo sull’ora in cui trovarsi: stasera l’appuntamento è alle 21 nella playa di fronte all’hotel. Il menù sono i 5kg di tortellini che abbiamo portato da Valeggio e una pentola di polenta accompagnata dal salame portato da Laura.
La preparazione della cena viene divisa per stanze; c'è chi prepara il burro e il formaggio, chi i tortellini, chi taglia il salame e chi prepara la polenta. Nel corridoio è un continuo via vai di persone. Ma alla fine ce la facciamo e ogni stanza, con la sua pentola, si dirige verso la spiaggia.
22.30: finiti i tortellini (che gli spagnoli sembrano gradire molto) ci sediamo tutti in cerchio; con la chitarra cantiamo fino a tarda notte. Gli spagnoli hanno anche portato numerosi giochi e, con il naso rosso da pagliaccio, ci divertiamo a fare i giocolieri.
02.00: con la sabbia depositata ovunque ci dirigiamo verso l’hotel per andare a letto.

25 settembre 2008: quarto giorno

09.30: ritrovo nella hall dell’hotel e partenza per la casa della gioventù.
10.30: veniamo divisi in 5 gruppi composti sia da spagnoli sia da italiani; oggi la nostra missione è intervistare la gente di Cadiz chiedendo com’era la loro gioventù, come vedono la gioventù di adesso e quella del futuro. Tutte le interviste vengono riprese con la telecamera per essere poi mostrate nell’incontro del pomeriggio. Verso le 13.30 ci troviamo tutti davanti alla mensa per il pranzo.
18.00: come al solito ci troviamo in albergo ad aspettare i soliti ritardatari. Dopo 20 minuti partiamo per la casa della gioventù, dove ci aspetta un pomeriggio tranquillo: la visione dei filmati fatti nel pomeriggio.
19.30: ci dividiamo in piccoli gruppi “misti” perché per una notte noi vivremo come i ragazzi spagnoli. I nostri amici ci accompagnano in giro per Cadice: chi a mangiare, chi a visitare gli angoli più nascosti, chi a ballare, chi a camminare sulla spiaggia. E la cosa più bella è che non c’è orario di ritorno!

26 settembre 2008: penultimo giorno

10.00: Michele, il nostro accompagnatore, ci ha concesso un’ora in più di sonno sapendo che la sveglia sarebbe stata particolarmente dura. Scesi nella hall ci guardiamo in viso e dalle borse sotto gli occhi capiamo chi di noi è tornato più tardi.
11.00: inizia un altro giorno di attività. Stamattina guarderemo il video preparato da Miriam sulle interviste fatte alla gente di Valeggio. Le domande sono le stesse poste alla gente di Cadiz il giorno prima: cosa ne pensa della gioventù. Dopo la visione del filmato inizia un’accesa discussione e la diversa visione delle cose non ci fa accorgere che sono già le 14.00 e noi non abbiamo ancora pranzato.
18.30: con poca voglia ci dirigiamo verso il castello di Santa Catalina. Lì ci stanno aspettando con una sorpresa Michele e Nuria, l’organizzatrice spagnola. Nuria, che è anche la responsabile educativa dell’attività pedagogica che si svolge all’interno del castello, ci fa vestire tutti da gente romana: c’è chi diventa un centurione, chi uno schiavo, chi una sposa e chi una donna povera in cerca di marito. Dopo aver fatto le varie foto di noi in costume visitiamo il castello che si sporge sul mare. La fortuna vuole che sia il tramonto e il panorama che si vede da lì ci lascia tutti senza fiato.
21.00: ci troviamo davanti al ristorante per mangiare. Dopo quasi 2 ore ci alziamo da tavola per dirigerci verso la movida spagnola. Passiamo da un locale all’altro per dopo fermarci in quello che ci piace di più. Anche Michele, Paolo e Nuria ci seguono, dando sfogo alle ultime energie rimaste. Il nostro gruppo si divide, tanto non c’è problema di orario, siamo liberi tutta la notte.

27 settembre 2008: the last day

10.30: oggi inizia l’ultimo giorno di questa particolare avventura. I nostri visi sembrano sempre più stanchi. Con gli occhi ancora chiusi ci dirigiamo verso la casa della gioventù. Oggi si tireranno le somme della settimana. Dopo aver fatto un piccolo questionario e dopo aver confrontato le varie risposte andiamo a mangiare.
19.30: ci troviamo nella hall dell’hotel. Il pomeriggio, stranamente, ce lo hanno lasciato libero per andare a fare le compere che per una settimana non siamo riusciti a fare. Stasera ci aspetta il teatro: siamo nel palco delle autorità e si vede dai vestiti che indossiamo.
23.00: all’uscita da teatro ci guardiamo tutti in faccia chiedendoci: “Ma avete capito qualcosa?”; vedere uno spettacolo in spagnolo quando pochi di noi lo sanno parlare non è il massimo.
Dopo aver salutato Nuria e tutti i nostri amici spagnoli andiamo a mangiare e poi di corsa in albergo. È già tardi quando arriviamo e molti di noi non vanno nemmeno a letto.
05.00: salutando Cadice dai finestrini del pullman ci dirigiamo verso l’aeroporto a Siviglia. L’aereo è alle 9.20 e l’arrivo è previsto per le 11.50. Dopo essere atterrati con 10 minuti di anticipo, avvisiamo i nostri genitori dell’arrivo in Italia, ricordando loro che per le 13.15 arriveremo a Valeggio.

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